FILOLAO

IL TRENO DELLA MEMORIA

Celebrazione della Shoah nell’aula virtuale del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone e del Liceo “I. Adorisio”di Cirò con l’illustre partecipazione del Prof. Trebisacce, già Docente ordinario di Storia della Pedagogia presso l’UNICAL, che ha guidato i nostri studenti sul treno della memoria attraverso il libro di Leonardo Rizzo, “Tra i reticolati dei lager tedeschi. Memorie di prigionia(1943-1945).

L’evento

Giorno 2 febbraio, nell’aula virtuale del nostro liceo, è stata celebrata la “Giornata della Memoria” con l’illustre partecipazione del prof. Trebisacce, già docente di pedagogia presso l’Unical, che ha guidato i nostri studenti ripercorrendo le tracce della Storia attraverso il libro di Leonardo Rizzo, “Tra i reticolati dei lager tedeschi. Memorie di prigionia (1943-1945); relatore del simposio anche Vincenzo Rizzo, figlio dell’autore, un eroe di guerra che ha sperimentato gli orrori dei campi di concentramento non abdicando alla speranza di un futuro migliore a cui ha contribuito affidando ad un taccuino i racconti di quanto accadeva.

Il nostro viaggio ha inizio con i saluti del Dirigente Scolastico, dott. Giovanni Aiello, che ha accolto con profondo interesse la possibilità, offerta dal professore Trebisacce, di salire sul “treno della memoria”, in compagnia di chi ha vissuto in prima persona o da vicino gli orrori di luoghi e contesti e, portando con sé, una platea di giovani studenti, quelli del Lilio e del Filolao, i licei che dirige. 

L’evento ha visto, infatti, la collaborazione tra i due licei, di Crotone e di Cirò, come testimonianza che è possibile “imparare dalla Storia”, superando divisioni d’ogni sorta, uniti da un obiettivo comune.

“Mi piace pensare”, ha affermato il Dirigente, “che Leonardo Rizzo abbia inteso rivolgersi proprio a loro, i nostri giovani studenti, <<per non dimenticare (come leggiamo nella prefazione del libro) il sacrificio non vano per la Patria e per tenere lontano la guerra che racconta vittime e dolori>>.

 La memoria va coltivata e custodita per spazzare via l’indifferenza e l’insensibilità ma anche per imparare a seguire gli esempi virtuosi, come quello di Leonardo Rizzo che ha avuto il coraggio di opporsi agli orrori dell’olocausto.

Nelle pagine del libro che racconta la dolorosa esperienza della prigionia che dilania l’uomo sino a renderlo solo un numero (da qui si esce “non più con il nostro nome, ma con un numero”) leggiamo parole come “PATRIA” “AMICIZIA” “FEDE”. Valori antichi e ancora di salvezza per sopravvivere alla ferocia degli eventi.

<<Ogni internato>>, leggiamo nella prefazione, <<ha avuto la propria Germania, ognuno di noi ha avuto il proprio destino tedesco o nazista, in base al vagone del treno sul quale era salito>>, tutto per il bene della Patria sorretti dalla Fede che alimenta la  speranza e incita a resistere; consolati  dall’ amicizia, vissuta nella capacità di dividersi le bucce di <<patate raccattate lungo i binari della stazione>> per superare <<la fame che significa lento deperire fino all’esaurimento, la fame che può fare impazzire>>”.

La ricostruzione puntuale del prof. Trebisacce degli eventi che hanno travolto l’esperienza umana e militare dell’autore del libro, ha condotto alla consapevolezza che diversi sono gli olocausti di oggi ma uguali gli strumenti per affrontarli: “conoscenza e esemplarità”. Alle domande puntigliose e intriganti rivolte dagli studenti, che chiedevano suggerimenti affinché nessuno potesse mai più rivivere le sofferenze descritte, il professore ha risposto con autorevole cordialità, sottolineando che non vi sono formule comportamentali assolute se non lo studio assiduo e la pertinacia nelle relazioni sane costruite col dialogico confronto che certamente l’Istituzione Scolastica è chiamata a favorire.

Incisivo l’intervento di Vincenzo Rizzo che ha ribadito che è possibile dire di “No” al male e alle ingiustizie. Ciascuno di noi è chiamato costantemente a scegliere nella consapevolezza che, per seguire i propri ideali, spesso bisogna pagare un prezzo molto alto pari al valore per cui si lotta.